Qualche giorno fa...pioggia, vento, tuoni, fulmini e saette rendono il periodo trascorso molto più lungo, ma si tratta di qualche giorno fa.
Qualche giorno fa ero al mare con una mia amica e i suoi mostriciattol...ehm, dolci pargoli.
Lo scopo della giornata per me era godere di una delle ultime giornate di mare della stagione, per i piccinaccoli dare la caccia a un favollo, per la mia amica riuscire a rilassarsi più possibile nonostante la molesta presenza e le continue richieste d'aiuto nella caccia.
Il favollo.
La gente di terra lo chiama granchio. La gente di mare lo chiama favollo. E' un parente del granchio, sicuro, ma molto grosso e peloso e con delle chele capaci di troncare falangette a chiunque cerchi di afferrarlo. Non credo si possa definire bello, ma devo ammettere che l'animaletto ha un suo fascino.
Io, anche se sono una talpa e quindi tutti tenderebbero a definirmi di terra, in realtà sono di mare. La gente di mare a quelli di terra gli va via alla grande, ecco perché io sono di mare.
Il favollo vive tra gli scogli, in quei luoghi freschi e un po' bui, lambiti e intervalli più o meno regolari da dolci onde limpidissime, a meno che il mare non sia in tempesta, certo. In tal caso il favollo credo riesca a trovare case più comode, confortevoli e meno esposte. Probabilmente ha una residenza invernale più riparata.
Mentre io assolvevo al mio compito, la mia amica, munita di filo di nylon e coltello si aggirava per gli scoglietti alla ricerca di lampade. Devo dire che il suo aspetto, con quel coltello in mano, mi appariva piuttosto minaccioso.
Le lampade non sono quegli oggetti che fanno luce, bensì dei piccoli molluschi attaccati a una conchiglietta concava, aperta, che stanno attaccate agli scogli.
Le povere lampade dovevano fare da esca per il favollo.
Questa la tecnica: attaccare la lampada al filo di nylon, farla penzolare davanti al naso del favollo, così da indurlo a uscire dalla sua tana e poi...zac!, catturarlo. Semplice, no?
Il favollo in questione era già stato avvistato una settimana prima, sotto lo stesso scoglio. Non so dire se questo fosse lo stesso o se a volte si scambino le casine tra loro, ad ogni modo pare che sotto quello scoglio si trovi sempre un favollo.
Il favollo stava sonnecchiando e sentiva giusto un languorino nel buzzino quando si è visto calare davanti agli occhi una bella lampada cicciotta. Che giornata!, ha pensato, oggi mi servono il pranzo. Oh, lo so che è un'esca, questa povera lampada non può abitare qui e dondolare così come fa, sono un favollo io, mica un citrullo. Opera di quei mocciosi che la domenica si divertono a darmi la caccia. Oh, se li conosco...Gnam Gnam...Buuurp! Grazie ragazzi, ora torno a sonnecchiare.
Mamma, mamma, l'ha mangiata e mi ha lasciato il guscio, il favollo si è mangiato la lampada!
Tra lo stupore e la meraviglia dei rompiscatol...ehm, dolci bambini, la mia amica si mette alla ricerca di altre esche.
E così di nuovo, cala un'altra esca davanti al naso del favollo, che pensa, Ohibò, che giornata!, proprio una gran domenica, degna di questo nome. E si annoda il tovagliolo a quadretti al collo, preparandosi al banchetto. E non sbaglierà, perché i mocciosi gli forniranno diverse lampade su un piatto d'argento, anzi su un filo blu.
Unico problema, credo che a fine giornata il buzzino del favollo gnam gnam fosse talmente gonfio da averlo costretto a cercarsi una tana più grande.
Dura la vita per il favollo, eh?
P.s. Devo precisare, mio malgrado, che non sempre il favollo ha vita così fortunata. Giorni addietro ne era stato catturato uno e era stato messo in un secchiello blu, che era stato lasciato accanto al mio asciugamano e mi era stato ordinato di controllare che non scappasse. Dopo un po' avevo sentito quelli di dietro urlare "C'è un granchio enorme sulla sabbia!". Gente di terra, pfui! Nel frattempo erano arrivati i piccoli mostri urlando "Dov'è il favollo? L'hai fatto scappare!" Uh? Io osservavo e tacevo, sperando che il favollo ce la facesse, ma quella gentaglia di terra continuava a urlare "Un granchio!", così lui finì di nuovo nel secchiello. Ancora mi domando perché non avesse preso la via del mare, ma fosse andato dalla parte opposta. Forse anche tra i favolli ci sono quelli privi di senso dell'orientamento. Un favollo talposo.